Il Sistema di Gestione del Rischio Elettrico

Interessante articolo sul tema della Gestione del Rischio elettrico redatto dall’Ing. Serafino Bartolomei, docente in molti dei nostri corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Tutte le attività svolte sugli impianti elettrici presentano rischi elevati per la sicurezza e richiedono pertanto una formazione approfondita per gli addetti ai lavori elettrici effettuano installazionimanutenzioni e verifiche elettriche.

I soggetti interessati sono chiaramente dipendenti oltre che lavoratori autonomi o ditte installatrici e manutentrici esterne.

Il D. Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a valutare attentamente tutti gli aspetti conseguenti all’esposizione di personale a rischi elettrici

Uno dei requisiti principali per la valutazione del rischio elettrico è la rispondenza degli impianti elettrici alle leggi, ossia che gli impianti siano realizzati a “regola dell’arte”.

La verifica di conformità degli impianti, in altri termini, è un’attività che deve essere svolta a monte della valutazione del rischio elettrico e che, se non dà luogo ad un riscontro positivo, determina già una condizione di rischio per i lavoratori inaccettabile. Al fine di garantire la conformità degli impianti elettrici il datore di lavoro dovrà:

  1. accertarsi che l’impianto elettrico sia installato nel rispetto delle leggi e delle norme tecniche, ovvero che questi sia progettato ed installato a regola d’arte, verificando la documentazione di progetto e le Dichiarazioni di Conformità rilasciate dagli installatori o , per gli impianti realizzati precedentemente al 27 marzo 2008 e di cui non si dispone delle Dichiarazione di Conformità, ottenendo la Dichiarazione di Rispondenza(ai sensi del D.M. 37/08);
  2. accertarsi che i fabbricati risultino protetti dalle scariche atmosferiche (art. 84 del D.Lgs. 81/08), ovvero dotati di idonei sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche, in conformità alle norme tecniche (in particolare CEI EN 62305-2);
  • assoggettare l’impianto elettrico a regolare manutenzione e verifica , effettuata da ditte abilitate secondo quanto indicato nell’art. 3 del DM 37/2008, in base ad un programma di controlli predisposto tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche comprovando con idonee registrazioni l’effettuazione di tale attività di manutenzione;
  1. assoggettare l’impianto elettrico alle previste verifiche periodiche di cui al D.P.R. 462/2001 (attività documentata per mezzo dei verbali rilasciati dal soggetto verificatore).

In merito ai lavori elettrici è necessario sottolineare che l’art. 82 stabilisce che i lavori sotto tensione sono innanzitutto vietati, tuttavia, quando inevitabilmente necessari per ragioni tecnico-organizzative, consentiti su impianti elettrici con tensione di sicurezza, o su impianti di categoria 0 e I, purché il lavoratore “addetto ai lavori elettrici” sia formato e addestrato ad operare rispettando i requisiti indicati nella norma CEI 11-27 e il datore di lavoro abbia attribuito formalmente l’idoneità allo svolgimento delle specifiche attività effettivamente svolte dal lavoratore (intendendo con ciò che l’idoneità non può essere generica, ossia per qualunque lavoro elettrico), e nel rispetto di procedure di lavoro previste dalle vigenti norme tecniche (CEI 11-27 e CEI 50110-1). La norma CEI 11-27 evidenzia la necessità che vengano identificate e nominate le figure professionali del Responsabile dell’Impianto (RI) e del Preposto ai Lavori (PL) e che queste vadano individuate sempre prima di poter eseguire “lavori elettrici” e anche “non elettrici” con rischio elettrico. In conformità all’art. 82 del D. Lgs. 81/2008 e della norma tecnica CEI 11-27, il datore di lavoro deve attribuire per iscritto ai lavoratori addetti ai lavori elettrici la qualifica ad operare sugli impianti: tale qualifica può essere di persona esperta (PES), persona avvertita (PAV) ed idonea ai lavori elettrici sotto tensione (PEI). La norma CEI 11-27 fornisce quindi sia prescrizioni che linee guida al fine di individuare i requisiti minimi di formazione, in termini di conoscenze tecniche, di normativa e di sicurezza, nonché di capacità organizzativa e d’esecuzione pratica di attività nei lavori elettrici, che consentono di acquisire, sviluppare e mantenere la capacità delle persone esperte, avvertite e/o idonee ad effettuare in sicurezza lavori sugli impianti elettrici.

Relativamente alle attività svolte da lavoratori autonomi e/o ditte esterne abilitate secondo quanto indicato nell’art. 3 del DM 37/2008, il datore di lavoro committente dovrà mettere in campo tutte quelle misure di verifica al fine di accertarsi che i soggetti operanti sui suoi impianti abbiamo quelle competenze coerenti con quanto indicato nell’art. 82 del D. Lgs. 81/2008 e coerenti con le norme tecniche CEI 11-27 e 50110-1.

L’applicazione combinata delle prescrizioni del D. Lgs. 81/2008 e delle norme tecniche CEI 11-27 e CEI 50110-1 impone all’azienda di implementare un vero e proprio Sistema di Gestione del Rischio Elettrico, mediante l’attuazione di una precisa organizzazione interna, con ruoli, mansioni, competenze, procedure di lavoro e di controllo, applicate e mantenute nel tempo.

Articolo dell’Ing. Serafino Bartolomei

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